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La percezione sociale del fenomeno dei femminicidi

Il 27 gennaio scorso la società italiana di analisi di mercato SWG ha pubblicato i risultati di un sondaggio realizzato all’inizio dell’anno sulla percezione relativa al fenomeno del femminicidio.
Riportiamo alcuni stralci del report, che potete leggere nella sua versione integrale a questo indirizzo:

(…) i dati che emergono dalle rilevazioni di SWG raccontano un calo dell’allarme sociale generato dai femminicidi.
Nel 2013 il fenomeno era avvertito come un’emergenza dal 77% degli italiani. Alla fine del 2015 il dato era salito all’82%. Oggi siamo scesi di dieci punti, al 72%.
Il raffreddamento coinvolge, in particolare, gli uomini (la percezione dell’emergenza è scesa dal 75% al 65%), i giovani (tra i Millennials il livello di allarme si ferma al 59%) e i residenti nel Nord (ovvero proprio nell’area in cui si è registrato il 53% dei femminicidi nel 2016).

Per fortuna continua a resistere l’assoluta ingiustificabilità della violenza sulle donne (85%), anche se qualche distinguo fa capolino, con i giovani maggiormente giustificazionisti e una quota minoritaria di uomini (7%) che rintraccia nella paura di essere lasciato un motivo accettabile di discolpa.
(…) Per la maggioranza dell’universo maschile il degrado sociale e personale (61%) è la causa principale. Per l’universo femminile, invece, i fattori di degrado hanno un peso minore (44%), mentre appare più impattante la difficoltà degli uomini ad accettare la crescente emancipazione femminile (41% contro 34%).”

Per quanto considerare la violenza contro le donne, e la sua manifestazione più eclatante ed estrema, come ‘emergenza’ non sia formalmente corretto, visto il tasso purtroppo costante del fenomeno negli ultimi decenni, il fatto che ad una sua maggiore visibilità e discussione non si accompagni un’adeguata percezione, è di certo preoccupante.